Moaconcept a corrente alternata in quel di Pineto

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Sabato 25 settembre, era di scena a Pineto un triangolare in memoria di Antonio Pisciella, storico dirigente pinetese. A sfidarsi in questo torneo, oltre agli impavidi c’erano i padroni di casa dell’ABBA Pineto (A3) e la Med Store Tunit di Macerata (A3).

La formula del torneo prevedeva due gare ciascuna al meglio dei tre set e il sorteggio ha voluto subito in campo la Moaconcept che si è trovata di fronte nella prima gara il sestetto di Pineto. In questo primo incontro l’Abba si aggiudica il primo set (25/23) ma poi devono subire il ritorno degli Ortonesi che si impongono per 20/25. Data la formula, il terzo e decisivo set si svolge con le regole del Tie-Break. La Moaconcept torna a commettere errori soprattutto in fase di copertura e ricostruzione così che gli avversari la spuntano nel finale dopo una lunga fase “ai vantaggi” (23/21).

Anche la seconda gara vede impegnata la Moaconcept e così, Coach Nunzio Lanci mischia un po’ le carte in tavola contro la Med Store Tunit Macerata. La mossa sembra giusta, dato che i ragazzi impavidi si aggiudicano il primo set 25-22. Poi si spegne di nuovo la luce e Ortona subisce il ritorno di Macerata che si aggiudica il secondo set con il punteggio di 22/25 non riuscendo a completare una rimonta che era partita dallo 0-7. La reazione sperata dallo staff ortonese, tuttavia, non arriva e nel terzo (decisivo) set, gli avversari chiudono con il minimo scarto sul 13/15.

Il trofeo se lo giocheranno quindi le due formazioni partecipanti allo stesso girone di serie A3. Alla fine la coppa verrà alzata dai locali, che vincono per due set a zero contro Macerata.

Nel dopo gara queste le parole di coach Nunzio Lanci: «È stato un pomeriggio dalle due facce. Qualcosa ci è uscito bene, mentre per altre c’è ancora molto da lavorare. Siamo troppo fallosi e rispetto alla gara di mercoledì abbiamo giocato un po’ troppo contratti. Adesso l’importante è comprendere i nostri errori ma soprattutto acquisire più fiducia e consapevolezza nei nostri mezzi. C’è da migliorare anche la gestione delle parti finali dei set quando c’è bisogno di maggiore sangue freddo»